Il Milan aggancia la Juve

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Aggancio riuscito: al secondo posto insieme alla Juve, adesso c’è il Milan, che nel posticipo schiaccia il Torino 5-1. Grande protagonista del match Inzaghi, autore di una tripletta. Per lui i gol in campionato sono 11, non male considerando le 20 partite giocate, e di certo non tutte per intero. Lotta Champions: giornata che sorride alla Roma la 32°, perché cadono sia il Genoa ad opera della Lazio che la Fiorentina in casa dell’Udinese. Gli uomini di Gasperini, dopo lo show offerto contro la Juve, non riescono a ripetersi e sono infilati in contropiede da Zarate, i viola, alle prese con diverse assenze, ne prendono tre in Friuli, ma possono recriminare per il rigore del 2-0. Un rigore inesistente regala invece i tre punti alla Roma, che a fatica ha ragione del Lecce per 3-2. Adesso i giallorossi vedono il Genoa, lontano cinque punti, ma intanto domenica vanno a Firenze per una sfida fondamentale. Sempre più giù il Napoli, che a Cagliari cade per la prima volta durante la gestione Donadoni, capace di raccogliere 4 punti in 5 incontri.  I partenopei, in pratica, sono già salvi solo in virtù di uno strepitoso girone di andata. Chi invece lotta per rimanere in A, visto il Chievo corsaro di Siena, sono Torino, Bologna, Lecce e Reggina. Perdono tutte tranne i calabresi, che adesso sono a 23 punti. La prima delle non retrocesse, il Toro, è a 27: racchiuse tutte in quattro punti, se ne salverà soltanto una.

Tanto rumore per (quasi) nulla

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Oppure alla fine tanto tuonò che non piovve. Fate voi. La partitissima di ieri sera ha un po’ deluso le aspettative. Dal punto di vista del risultato, in fondo, si tratta di un pareggio che accontenta entrambe le squadre. La Juve non sperava più nel tricolore ed ha evitato la seconda sconfitta consecutiva con conseguente possibile sorpasso del Milan, l’Inter, mantenendo i dieci punti di vantaggio, ha raggiunto la definitiva tranquillità tricolore. Che partita è stata? Un match giocato col freno a mano tirato, direi. Sostanzialmente equilibrato, nonostante Mourinho abbia parlato di schiacciante superiorità nerazzurra. L’Inter ha sì tirato in porta diverse volte nel finale, ma nel momento in cui la Juve era in dieci e sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio. Bianconeri volenterosi ma limitati negli ultimi metri da scarsa lucidità, Inter più in palla fisicamente ma dal gioco tutt’altro che brillante. Ibrahimovic ancora mediocre nei grandi match, dell’Inter mi è piaciuta la coppia centrale di difesa ed il contropiede del gol, semplicemente perfetto. Nella Juve, invece, promuovo a pieni voti Tiago, nonostante la sciocca espulsione. In pratica, non ha perso un pallone, ha salvato sul quasi gol di Balotelli e diverse volte si è prodigato in importanti ripiegamenti difensivi. Peccato che non sia continuo, davvero. Ancora appannato Del Piero, Nedved ormai alla frutta (e quanto mi dispiace), Iaquinta generoso ma facilmente tenuto a bada dai difensori interisti a 30 metri dalla porta. Io avrei schierato da subito Trezeguet, tanto per costringere l’Inter a stare più bassa. In più, Giovinco era da mettere prima, ma Ranieri evidentemente non ha il potere di far fuori i grandi vecchi.

Juve-Inter, per la gloria

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Finalmente ci siamo. L’anticipo di lusso di questa giornata di campionato è il Derby d’Italia Juventus-Inter. Peccato che, dopo tanto parlarne, non sarà un match che deciderà lo scudetto. I nerazzurri, infatti, veleggiano tranquilli a +10 sui rivali storici e, anche in caso di sconfitta, manterrebbero un vantaggio rassicurante, viste le sei giornate al termine del campionato. In ogni caso, la partita in questione ha sempre il suo fascino, e c’è da scommettere che i bianconeri faranno di tutto per regalare ai loro tifosi una vittoria contro l’Inter, ma soprattutto vorranno i tre punti per mantenere lontano il Milan, che preme da dietro. I rossoneri ospitano il Torino, adesso quartultimo e alla costante ricerca di punti salvezza: difficile, però, che il Milan faccia sconti. In chiave Europa il Genoa di Gasperini affronta in casa la Lazio: l’odore di Champions si fa sempre più forte: staccata la Roma, è il momento di provare a scrollarsi di dosso la Fiorentina, che in questo turno affronta l’Udinese in Friuli. Impegno ostico, ma viola avvantaggiati dal fatto che i bianconeri hanno giocato giovedì in Coppa Uefa: per loro il pericolo stanchezza è in agguato. La Roma dista otto punti dal Genoa, ed ospita il Lecce. Difficile che non centri i tre punti, ma a questo punto farebbe meglio a pensare a come conservare il posto Uefa, visto che dietro si fanno minacciosi Palermo, Cagliari e Lazio. In chiave salvezza, infine, nessuno scontro diretto, ma possibile turno favorevole per il Chievo che va a Siena, ospite dei bianconeri, praticamente già salvi.

Milan Crack

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Da altre parti del mondo si fanno meno ritiri, si fanno allenamenti più leggeri, etc etc, mentre da noi bisogna spremere i muscoli, perchè pare che così si ottengano buoni risultati, ma più che altro i giocatori tendono a farsi male, invece di arrivare in fondo alla Champions. A tal proposito, una clamorosa notizia filtra da Milanello. Il fondatore e responsabile di MilanLab, Jean Pierre Meersseman, sfinito da polemiche, pressioni interne e critiche esterne, vorrebbe lasciare l’incarico. Peccato, perchè aveva fatto un sacco di cose buone in questi anni. Sì, per le altre squadre. La società preme perché resti al suo posto. In fondo Milan Lab è stato dal 2002 uno dei fiori all’occhiello della società rossonera, insieme al fatto di essere la squadra più titolata al mondo (cosa, peraltro, largamente opinabile). A questo punto a Braida e Galliani non rimane altro che affrontare questa spinosa situazione. Fossi in loro, lo lascerei andare e chiuderei tutto, magari a doppia mandata. Quest’anno dalla parti di Milanello è stata un’ecatombe, così come a Vinovo e Trigoria. Insomma, il Milan, per avere gli stesi numerosi infortuni di Juventus e Roma, non ha certo bisogno di un laboratorio speciale. Ecco cosa dice la pagina ufficiale: L’obiettivo di Milan Lab è ottimizzare i risultati della squadra attraverso una metodologia volta a migliorare le prestazioni degli atleti, a prevedere il rischio di infortuni, e quindi a supportare il processo decisionale dello staff tecnico e del management del Club nella gestione delle risorse umane. La metodologia di MilanLab è finalizzata alla tutelare il benessere psicofisico del singolo calciatore. L’integrità psicofisica dei campioni è il patrimonio più prezioso di una società di calcio. Da ciò dipende il rendimento sul campo della squadra, e quindi il successo sportivo ed economico della Società. Si, è ora di chiudere tutto.

Riflessioni Champions

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Tutto come da copione. Barcelona-Chelsea e Manchester Utd-Arsenal. Ecco le due semifinali di Champions League. Non c’era nessun dubbio riguardo ai blaugrana, che sono riusciti a non perdere nemmeno all’Allianz Arena, ce n’erano pochi per i blues, che invece hanno rischiato di farsi eliminare dal Liverpool, che ha giocato senza Gerrard e con Torres sottotono. I red devils hanno faticato più del previsto per aver ragione di un volenteroso Porto, ma è bastato un siluro di Cristiano Ronaldo dopo una manciata di minuti per far pendere la qualificazione dalle parti dell’Old Trafford. L’ulitma delle tre inglesi, l’Arsenal, ha invece brillantemente fatto a fette il Villareal 3-0. I gunners sono forse la squadra meno attrezzata delle quattro, ma almeno in Europa stanno dimostrando di essere in forma. Chissà. Qualche riflessione dopo aver visto i quarti di finale: 1) se non si fosse già promesso al Barcelona, Ribery sarebbe l’ideale per provare a riproporre il 4-3-3 tanto caro a Mourinho (sempre che lo Special One) voglia farlo 2) anche se a Bagni non è piaciuto, ieri sera ho visto un gran bell’Anderson nel centrocampo dello United 3) il 4-4 tra Chelsea e Liverpool è stato celebrato, è vero, è stato uno spot per il calcio, forse, ma non avrei mai voluto essere un tifoso dei blues l’altra sera 4) Toni è decisamente in fase calante, è ufficiale 5) l’uomo in più del Barcelona è Iniesta 6) ho avuto la netta sensazione che in Europa tutti corrano ad una velocità doppia rispetto all’Italia.

Che colpe ha Mihajlovic?

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Si è trattato di una verifica della situazione, ma dobbiamo completarla“. Erano le parole di Francesca Menarini, presidente del Bologna. “Rispetto a sabato non cambia nulla“. Sì, sì, come no. Infatti, puntualmente, Mihajlovic è saltato. Al suo posto, dopo le voci di un ritorno di Arrigoni, subentra Papadopulo, uno che il posto lo prende quasi sempre quando la situazione è disperata. E adesso, in effetti, lo è. O meglio, si può dire tranquillamente che una tra Torino e Bologna andrà in B. E che, al momento, i granata hanno un punto in più. In ogni caso, non sarà una bella cosa per gli amanti del calcio, visto che sono entrambe due società “storiche” del calcio italiano ed espressione di due città importanti. Ma che colpe ha Mihajlovic? La squadra se l’è ritrovata in mano il 3 novembre. Quando un allenatore può lavorare fin dall’estate con i giocatori, e magari sceglierli, è tutt’altra cosa. Dapprima ha sofferto di pareggite, poi ha sfruttato la ritrovata vena realizzativa di Di Vaio, ma alla lunga la squadra sta rivelando il suo vero valore. Il portiere, Antonioli, ha 40 anni e non mi sembra più così lucido ed affidabile, gli acquisti sudamericani tanto reclamizzati hanno miseramente fallito, in attacco, poi, se non segna Di Vaio chi ci pensa? Marazzina ha fatto il primo gol due domeniche fa, Osvaldo è arrivato rotto, Bernacci non è da Serie A, Adailton non è mai stato un bomber. Insomma, anche se non mi sta certo simpatico, e anche se non sono molto favorevole al fatto che ormai si passi dal campo alla panchina senza quasi fare gavetta, mi sento in dovere di difenderlo. Le colpe di Mihajolovic sono davvero poche.

Fuga di piedi all’estero

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Il Manchester United è pronto a blindare Federico Macheda. Secondo la stampa inglese il 17enne attaccante italiano la prossima estate firmerà un nuovo accordo con i Red Devils da 500.000 euro. Attualmente Macheda guadagna circa 1.500 euro al mese più un bonus da 2.000 euro per ogni presenza in Premier League. Ferguson, uno che se ne intende e che non ha paura a lanciare i giovani, scommette su di lui: “Ha qualcosa di speciale. Ho parlato con la sua famiglia e sono sicuro che manterrà i piedi per terra. Possiede quell’istinto, quella prontezza che devono avere gli attaccanti“. Insomma, un altro esempio di giovane calciatore italiano che, per far fortuna, sceglie di emigrare all’estero. C’è chi sfonda, come Gattuso e Rossi, ma in tanti, è bene dirlo, o tornano presto in patria o fanno carriere normalissime, se non al di sotto delle attese. Mi viene in mente Lupoli, emigrato insieme a Rossi (ma all’Arsenal), ma è solo un esempio. C’è chi, ovviamente, grida sempre allo scandalo, allo “scippo”. E’ bene dire, intanto, che non solo dall’Italia i giovani vanno in Inghilterra, ma anche dalla Spagna…vi dice niente Fabregas? Ma, soprattutto, è una cosa che fanno anche le nostre società, magari facendo “razzia” in paesi meno avanzati, dal punto di vista calcistico e non. Bastava vedere le partite del recente Viareggio per rendersene conto: nelle giovanili, ormai, ci sono quasi più stranieri che italiani. E allora, basta moralismi. In fondo, Macheda adesso trova spazio nel Manchester United, alla Lazio, forse, avrebbe debuttato nel 2012.

 

Altro che Diego…

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Con il passare degli anni ho imparato ad arrabbiarmi meno per le vicende calcistiche. Tanto per dire, ho considerato, a suo tempo, la discesa in B della mia Juve come una possibilità, finalmente, di espiare i miei peccati. Invece continuano a chiamarmi “ladro” lo stesso, ma questo è un altro discorso. Quello che volevo dire è che stavolta, cioè sabato sera, me ne sono andato a letto davvero deluso, come non mi capitava da tempo. Una sconfitta a Genova era da mettere in conto, considerando che il Genoa è quarto. In più i rossoblu sono stati eccezionali per gioco, vigore e lucidità, e questo durante tutti i 90 minuti. Ma la Juventus? Non mi ricordo una prestazione così, almeno a memoria. Nulli dal punto di vista atletico (Pellissier non era stato un caso, insomma) e incapaci di creare un’azione degna di questo nome. Non è una novità, ma sbagliare appoggi semplici per tutta la partita, non riuscire a fare tre passaggi di fila in continuazione è cosa grave. In più, la scarsa (eufemismo) concentrazione: non è possibile pareggiare due volte e due volte farsi segnare subito un’altra rete. Nedved è finito, Del Piero sta avendo un’involuzione preoccupante, Camoranesi, che quest’anno non è risucito a giocare due partite di fila, rientra e si fa scioccamente espellere in un momento della partita in cui la Juve pareva in ripresa. Così non c’è rispetto per la società, i compagni e i tifosi. Inoltre, mi sembra che Ranieri sia “ostaggio” di alcuni giocatori intoccabili. In questi giorni si è tanto parlato di Diego. Ben venga il brasiliano ma penserei a pesanti investimenti dalla cintola in giù, perchè la sottana della Vecchia Signora mi pare un po’ corta. Se si vuole competere a certi livelli. E meno male siamo usciti dalla Champions. Se fossimo passati e avessimo pescato il Barcelona? Meglio così.

Juve e Roma, che botte!

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

La Serie A ci regala una sola sicurezza: l’Inter sarà campione d’Italia. Non che ci fossero grandi dubbi, ma adesso i punti di vantaggio nei confronti della Juventus sono dieci. E, a dire il vero, sarebbe anche meglio che i bianconeri, anziché guardare chi sta davanti, iniziassero a dare un’occhiata dietro. Eh sì, perché il Milan, terzo, è ora a sole due lunghezze, il Genoa a sei e la prima fuori dalla zona Champions, cioè la Fiorentina, è lontana otto punti. Il prossimo turno vede in programma Juventus-Inter, dunque non è improbabile che la Vecchia Signora veda le sue rivali avvicinarsi ulteriormente. L’Inter vive un sabato double face: spietata nel primo tempo, arrendevole nel secondo. Dal 2-0, infatti, si fa rimontare dal Palermo fino al 2-2. La peggior Juve della stagione cade invece a Genova 3-2, ed il risultato è bugiardo. Grifone straripante dal punto di vista fisico, bianconeri volenterosi ma senza concentrazione: per due volte riescono infatti ad acciuffare i rossoblu, ma per due volte riescono anche a farsi segnare subito un’altra rete. Genoa che mantiene due punti di vantaggio sulla Fiorentina, che nel pomeriggio supera non senza affanni il Cagliari. Da censurare una presunta rissa nel sottopassaggio tra Melo e Lopez, così come è da dimenticare la corrida vista all’Olimpico in occasione del derby di Roma, vinto dalla Lazio 4-2. Espulsi Spalletti, Tare, Mexes, Panucci e Matuzalem. Adesso per la Roma la situazione si fa davvero difficile, visto che il Genoa ha ben otto punti di vantaggio. Chi invece può raggiungere e superare chi lo precede è il Milan, corsaro contro il Chievo: la Juve si può scavalcare già nella prossima giornata. In chiave salvezza, preziosa vittoria del Torino che, approfittando del contemporaneo tonfo casalingo del Bologna, lo supera portandosi al quart’ultimo posto.

Derby di Roma ma non solo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Questa 31° giornata offre almeno due partite di grande interesse: sono in programma Genoa-Juventus e Lazio-Roma. La prima ormai conta poco ai fini dello scudetto, ma assume invece interesse in ottica Champions League. Il Genoa, attualmente quarto, cerca i tre punti per tenere lontane Fiorentina e Roma, ma non solo: la Juve, seconda, dista nove punti e i bianconeri il prossimo turno ospitano l’Inter. Insomma, se la Vecchia Signora non vuole essere pericolosamente risucchiata verso il terzo e poi quarto posto deve evitare in ogni modo la sconfitta. L’altro match di cartello è il derby di Roma. Lotito ha portato la squadra in ritiro, ha bloccato gli stipendi e minaccia altre drastiche soluzioni in caso di vittoria romanista. All’andata un gol di Baptista rilanciò una derelitta Roma condannando una Lazio. Stavolta la situazione, più o meno, è rovesciata, e si tratta di un derby, è davvero impossibile fare pronostici. Chissà che non possa approfittare dei passi falsi delle sue rivali la Fiorentina, che riceve in Toscana il Cagliari rivelazione della stagione, in odore di Uefa. La capolista Inter, alle prese con Adriano che minaccia di lasciare il calcio giocato, ha fretta di chiudere i conti e cerca i tre punti contro il Palermo in casa, giusto per evitare eventuali problemi. Il Milan, al terzo posto, va a sfidare il Chievo, una delle squadre più in forma del campionato. Improbabile che Pellissier ne faccia altri tre, ma come diceva qualcuno, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio. Inoltre, se la Juve adesso è lontana cinque punti, dietro il Genoa dista solo quattro lunghezze. Le altre partite in programma sono Bologna-Siena, Napoli-Atalanta, Lecce-Sampdoria, Torino-Catania e Reggina-Udinese, che si gioca domani.