Le risorse umane contano

Filed under: Calciomercato, Pallonate by: Matteo Innocenti

Sono iniziate le grandi manovre sulle panchine. In attesa di capire cosa farà Ancelotti e di conoscere se ci sarà un effetto domino, per adesso sono tutte suggestioni. Spalletti via dalla Roma? Zenga alla Sampdoria? Del Neri all’Udinese? E se Rossi tornasse all’Atalanta? E che ne sarà dei due emergenti Allegri e Giampaolo? Ranieri è davvero sicuro della conferma? Tutti sono desiderosi di cambiare, ma spesso il problema non è in panchina, ma qualche metro davanti, cioè in campo, e il caso Donadoni docet. L’ultimo dei mister che in molti vorrebbero su una panchina da scudetto è Gasperini (Gasperson per gli ammiratori). Mi permetto di dire la mia personale opinione: il Genoa gioca così perchè lo può fare: non ha pressioni. Si può permettere di perdere, di fare una partita strepitosa contro la Juve ma di farsi battere a domicilio dalla Lazio una settimana dopo. In più, per giocare in un certo modo, devi avere gli uomini per farlo. Tanto per dire, non credo che ci siano allenatori difensivisti. Credo che certi tecnici siano costretti a giocare in certi modi, viste le risorse umane a disposizione. Tutti, potendo, farebbero giocare la loro squadra come l’Olanda di Cruyff, credo. Gasperini ha a disposizione un reparto offensivo con un solo vero centravanti, Milito, ma con diversi giocatori duttili come Sculli, Palladino e Jankovic che possono sacrificarsi sulle fasce, dove da qualche tempo fa giocare Criscito, difensore riadattato. Ha giocatori rapidi ed interscambiabili e può giocare con il 3-4-3. Può farlo. Non potrebbe farlo alla Juve: non avrebbe i giocatori adatti, non potrebbe all’Inter, nemmeno al Milan. A meno di dispendiose campagne acquisti. In fondo, nemmeno a Mourinho è bastato un Mancini in declino e un lezioso Quaresma per proporre il suo 4-3-3 ed infatti gioca come Mancini.