Vita da Trap

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Quando iniziai ad appassionarmi al calcio ero un pischello di 8 anni che comprava Juve Squadra Mia. Galia, Marocchi, Julio Cesar e compagnia bella (si fa per dire), capitanati da Baggio: non riuscirono nemmeno a centrare l’Uefa. Alla loro guida c’era Maifredi, profeta del calcio champagne, epurato ben presto a favore di Trapattoni, uno che aveva scritto la storia della mia squadra del cuore. Questo, ovviamente, lo scoprii un po’ più tardi. Sono questi i miei primi ricordi del Trap: ovviamente aveva già i capelli bianchi, e forse anche per questo l’ho sempre percepito come “vecchio”, almeno calcisticamente parlando. Quando riprese in mano la Juve (raccogliendo solo una coppa Uefa), aveva 52 anni, quindi non era assolutamente vetusto, ancora calcisticamente parlando. Semplicemente, quando aveva sposato la Vecchia Signora era ancora un giovanotto, ancora calcisticamente parlando: aveva 37 anni ed era alla prima esperienza in panchina. E’ sempre passato per difensivista, ma era capace di schierare Platini, Boniek, Rossi e Bettega contemporaneamente. Anche nella mia prima Juve potevano coesistere Baggio, Vialli, Moeller e Di Canio, tanto per dire. Però nel calcio certe etichette ti rimangono addosso, c’è poco da fare. Dopo i trionfi bianconeri, aveva anche guidato l’Inter, quella del record di punti, poi emigrò al Bayern Monaco, divenatando Ciofanni Trappatoni. Una sfortunata esperienza al Cagliari e il sospetto, forse fondato, che solo al comando di una fuoriserie fosse in grado di raccogliere risultati. Di nuovo Bayern Monaco, poi Fiorentina, Italia, Benfica, Stoccarda (disastroso), Salisburgo e adesso Eire. ha vinto in 4 paesi, ha guidato due Nazionali, da giocatore con il Milan ha vinto tutto. Vecchio, antiquato, catenacciaro, ma nel calcio ha vissuto almeno una decina di vite.