In Champions League, dopo le semifinali di andata, è tutto ancora in bilico, sicuramente una cosa positiva per gli amanti del calcio. In due partite si è visto un solo gol, ma non mancano comunque spunti interessanti. Intanto quell’Armada Invencible (per via della rete facile) del Barcelona è stata bloccata 0-0 tra le mura amiche dal Chelsea catenacciaro messo in campo da Hiddink. Tattica esemplare, da vero stratega: tornare dal Camp Nou senza subire gol non è da tutti. Ma se l’avesse fatta una squ
adra italiana la partita dei Blues, chissà come avrebbero gettato fango (eufemismo) sul nostro calcio certi giornali d’Europa… Ieri sera c’è stato invece lo scontro tutto inglese tra il Manchester United e l’Arsenal: giusta vittoria della truppa di Ferguson ai danni dei Gunners, ma solo per 1-0 e, con tutti i campioni in campo, ad opera del meno nobile dei pedatori in rosso, cioè O’Shea. Risultato che lascia ancora tutto in gioco, anche se l’Arsenal visto ieri sembra la meno attrezzata per la vittoria finale: tanto possesso palla, gioco a terra, ma Adebayor troppo solo, lassù, tra Ferdinand e Vidic. Complice un evanescente Walcott ed un Fabregas sottotono, i Gunners non sono mai stati pericolosi e devono ringraziare Almunia e la traversa se per il ritorno hanno ancora possibilità. Tra i Red Devils, eccezionale Rooney, uno che potrebbe fare il centravanti vero ovunque e che invece nel Manchester United sgroppa sulla fascia come il più umile dei terzini e si produce in tackle come il più rude dei mediani. Questo pur essendo sempre pericoloso in area, sia chiaro. Chapeau.
Se la reazione a catena Del Neri-Marino-Zenga-Mazzarri-Rossi è cosa fattibile, o quantomeno verosimile, cosa succederà a chi attualmente siede su panchine più nobili? O anche, chi potrebbe posarvi ben presto le proprie terga? Ranieri, si sa, è sulla graticola, vittima di una gestione della squadra non esaltante. La società però è “ostaggio” di un progetto tecnico che dovrebbe partire dal 2010 e che
coinvolegerebbe anche Lippi. Cosa fare? Cambiare subito o aspettare un’altra stagione? Ranieri non è un fesso e non si dimetterà, Conte, serio candidato, nel frattempo si dichiara eleggibile: si ritiene già pronto per una grande squadra, magari quella di cui fu capitano. Ancelotti oggi ha ricevuto rassicurazioni: è confermato anche per la prossima annata. Almeno fino al 2010 sulla panchina del Milan ci sarà lui, poi, chissà, potrebbe davvero andare alla Roma, speranza questa mai celata. Rumours di ieri davano però Gasperini, sebbene non ex milanista, in corsa per il posto di Ancelotti, ma sembrava davvero solo una voce di corridoio. E Spalletti? C’è chi lo vorrebbe al posto di Ranieri, c’è chi lo vede ancora alla Roma, perchè non sarebbe bello andarsene dopo una stagione fallimentare. Molto, credo, dipenderà dalle alte sfere societarie. Un grande ex, nel frattempo, annuncia il suo ritorno, ma non in Italia: si tratta di Mancini. Per lui si era parlato di Bayern Monaco, panchina di altissimo prestigio. Chissà.
E adesso il Milan che può fare? Crederci sul serio? Oppure mantenere un low profile, visti i sette punti di distacco, le cinque partite da giocare ed il calendario più difficile dell’Inter? Certo, come ha detto Berlusconi nel suo fluente inglese, “Wait and see”, ma le speranze, è bene dirlo, sono poche. certo è che di pepe, nel mezzo, ce n’è un bel po’, al di là di come andrà a finire questa (si fa per dire) volata. Eh sì, pe
rchè già in passato Mourinho non ha risparmiato frecciate al suo collega Ancelotti, adesso, invece, ci si mettono pure i capi, cioè il Premier e Moratti. Berlusconi fa giustamente notare che, senza quel gol di mano di Adriano nel derby magari adesso le cose sarebbero diverse (non che il Milan avrebbe vinto automaticamente, sia chiaro), Moratti, stizzito ma sempre disponibile davanti ai microfoni, invita la società rossonera a fare la conta dei rigore che ha avuto. In effetti il Milan ha goduto di 12 rigori a favore (4 contro), di cui alcuni, come il secondo di domenica, magari non esattamente solare, ma l’Inter, che ne ha tirati 4, non ne ha avuti contro nessuno. Inoltre, nonostante le recenti lamentele di Mourinho (anche in Coppa Italia, ingiustificate), non si può certo dire che l’Inter non abbia ricevuto qualche aiuto, seppur in buona fede. Insomma, non per essere di parte, ma questo stile-Inter lascia un po’ a desiderare.
Per uscire dalla crisi al Napoli serviva la grande sfida in notturna. Partita non bella ma combattuta: risolve una zampata del “Panteron” Zalayeta. Il Napoli riesce così a trovare una vittoria utile, più che per la classifica, per il morale, mentre l‘Inter vede avvicinarsi a -7 i cugini del Milan, che nel pomeriggio passeggiano sul Palermo conquistando la seconda piazza grazie al contemporaneo pareggio della Juventus a R
eggio Calabria. Sempre costretta a rincorrere e in costante apprensione in difesa, i bianconeri adesso si ritrovano al terzo posto, posizione comunque utile per evitare i preliminari di Champions. La più vicina inseguitrice non il Genoa, che cade a Bologna (a segno Di Vaio su rigore, 21° realizzazione per lui) denunciando un evidente calo di forma, ma la Fiorentina, che nell’anticipo di sabato sera demolisce la Roma al Franchi. Viola davvero belli, a tratti incontenibili per Totti e compagni, che subiscono così una dura sconfitta. Per i giallorossi la Champions League è, a questo punto, solo un miraggio. A dire il vero nemmeno la qualificazione all’Uefa è certa, considerando che Cagliari e Palermo, distanti solo tre punti, sono da considerarsi avversarie minacciose. In coda, nonostante il punto conquistato contro la Juventus, si fa di nuovo disperata la situazione della Reggina, perché tutte e tre le squadre che la precedono in classifica vincono: il Torino grazie ad un colpo di tacco di Bianchi batte il Siena, il Bologna, come già detto, supera il Genoa e anche il Lecce ottiene tre punti ai danni del Catania. La quartultima è il Toro, a quota 30 punti: a questo punto rientra nella lotta salvezza anche il Chievo che, battuto a domicilio dall’Udinese in mezzo alle polemiche, rimane fermo a 34. Si salvi chi può.
Grande Fiorentina, piccola Roma. Ecco cosa rimane dopo il posticipo di ieri sera: una squadra ancora il lotta per ottenere il quarto posto e piena di entusiasmo dopo una grandissima partita contro una diretta concorrente e un’altra squadra, la Roma, ormai lontanissima dall’Europa che conta e di cui ave
va bisogno visti i conti in rosso. Vargas, due volte Gilardino e Gobbi, ecco i nomi che hanno demolito i giallorossi, a tratti semplicemente imbarazzanti in fase difensiva. La Roma, incredibile o forse no, ha la terzultima difesa della Serie A. Peggio, seppur con una partita in meno, hanno fatto solo Lecce e Bologna. 52 reti subite sono troppe per poter coltivare ambizioni di un certo livello. I giallorossi, nell’arco della stagione, hanno avuto troppi infortuni e questa può essere un’attenuante, ma la società ha anche sbagliato d’estate sul mercato. Per un motivo o per un altro, adesso la lotta per il quarto posto riguarda solo due squadre, il Genoa e, appunto, la Fiorentina, che se giocasse come ieri non avrebbe problemi a centrare l’obiettivo. L’anno scorso i viola se la dovettero vedere con il Milan e risolse Osvaldo rovesciando all’ultima giornata. Quest’anno la corsa non si prospetta meno avvincente. Oggi a Bologna sta al Genoa rispondere.
L’Inter è ospite di un Napoli semplicemente imbarazzante nel girone di ritorno. Chissà che il San Paolo e il fascino della grande sfida non sveglino i partenopei… nel frattempo, abbandonati i sogni tricolori, la Juventus punta almeno ad ottenere il secondo posto e per farlo va a Reggio Calabria. L’ultima della classe, la Reggina, sta attraversando un buon momento e conserva ancora speranze di salvezza: una vittoria bianconera, insomma, è tutt’altro che scontata, anche considerando le recenti difficoltà della truppa di Ranieri. Allo
stesso modo anche il Milan ha un impegno ostico, seppur in casa. L’avversario dei rossoneri è il Palermo che, in odore di Uefa, a San Siro venderà cara la pelle. Questo per quanto riguarda i primi le prime tre in classifica. La partita clou di questo turno è però Fiorentina-Roma, decisiva per la lotta Champions. I viola con i tre punti calmerebbero la piazza e staccherebbero definitivamente i giallorossi, che si dovrebbero accontentare di un posto Uefa, al contrario, se vincesse, la Roma aggancerebbe in classifica proprio i viola a quota 55. Un pareggio? Scontenterebbe entrambi… Chiaramente, spettatrice interessata di questa partita è il Genoa impegnato in trasferta a Bologna. Match dal pronostico più incerto, perché se i genoani sognano la Champions, gli emiliani devono giocare con il coltello tra i denti per poter così credere ancora nella salvezza. In quest’ottica, fondamentale, per rimanere in Serie A, è la partita casalinga del Torino, che ospita il Siena praticamente già salvo.
Cannavaro alla Juve antipasto di un pantagruelico calciomercato? Chissà, certo è che di soldi in giro ce ne sono (relativamente) pochi. Però con la fantasia si può giocare, eccome. Del Neri dà l’addio all’Atalanta e già si profila la reazione a catena, dove tutti si spostano di un posto: Del Neri in Friuli, Marino al Catani
a, Zenga alla Sampdoria, Mazzarri alla Lazio e Rossi di nuovo a Bergamo. Ma, ovviamente, si muoveranno anche i calciatori. Intanto Adriano: il suo futuro è sì lontano dall’Inter, ma in che modo se ne andrà? La rescissione consensuale non è cosa certa. L’Inter lo sostituirà con un giocatore di livello, ma chi? Il genoano Milito, che a 30 anni potrebbe avere la sua grande occasione o Eto’o, uno che la butta dentro dalla culla ed avvezzo ai grandi palcoscenici? In ogni caso, sembra certo il fatto che nell’attacco di Gasperini il prossimo anno giocherà Floccari. L’Inter nel frattempo taglierà anche i vecchietti Cruz e Crespo, che si potrebbe accomodare alla Roma. Si libera di gente in esubero anche il Milan, che ha risolto il contratto con Emerson e che forse non riprenderà Beckham (e farebbe bene) la prossima stagione. C’è qualcuno che lo sogna oltremanica: si tratta del Tottenham, che nel frattempo fa la corte anche a Muntari. La Fiorentina, se centrasse la Champions, potrebbe tentare Zarate. Nel frattempo, a scombinare le carte in tavola, si profila un cambio di proprietà nella Roma…
Alla Juventus servirebbe una completa rifondazione. Dopo ieri sera sono davvero deluso dalla mia squadra. Non che la Coppa Italia sia un trofeo importante, tutt’altro, ormai, ma almeno si poteva provare a vincerla. Invece no: era una partita da affrontare con il coltello tra i denti per segnare subito una rete e il match l’ha fatto la Lazio. Più fresca, in condizione fisica migliore, senza dubbio, ma non solo, anche con più attenzione in difesa. A
mio modesto parere, ben venga Cannavaro, ma non solo lui. Sempre a mio modo di vedere, sarebbe anche il caso di cedere Buffon, se davvero arrivasse un’offerta folle per lui. Ormai, e mi dispiace dirlo, non è più lui e di soldi per nuovi innesti ne servirebbero diversi. Diego? Silva? Non so. Valorizzerei i giovani che ci sono, ad esempio De Ceglie, da schierare al posto di Molinaro, che non è capace di crossare. E poi tanto vale sostituire Ranieri, se già c’è il progetto di non proseguire con lui oltre il 2010. E’ un onesto allenatore, ma niente di più. Inoltre, difficilmente azzecca la formazione e nemmeno i cambi. Ad esempio, perchè togliere Giovinco per inserire Nedved, ormai lontano parente della Furia Ceca che fu? E perchè insistere su Iaquinta, uomo da ultima mezz’ora? Per non parlare dello staff che cura la forma fisica: tra infortuni e condizione precaria nel momento topico della stagione, proprio non ci siamo.
Ormai sembra cosa fatta. Il prossimo anno Fabio Cannavaro giocherà nella Juventus. per lui si tratterebbe di un ritorno, dopo le due stagioni giocate agli ordini di Capello in bianconero. Nel 2006, durante Calciopoli, se ne andò al Real Madrid, cosa che lo ha reso inviso a una parte della tifoseria juventina. Questo fatto, insieme alla sua età (36 anni) dovrebbe scoraggiare il suo acquisto ed invece l’affare si farà. One
stamente sono abbastanza d’accordo con questo acquisto. E’ andato al Real Madrid? Ha fatto bene. Mica siamo andati in B per colpa sua ed in fondo lo aveva chiamato la più prestigiosa società del mondo, che doveva fare? Più che altro, è decisamente ed ovviamente un giocatore in declino. Può offrire un anno, massimo due. Ci sono anche risvolti positivi: è svincolato, ha grandissima esperienza e sarebbe già un salto in avanti rispetto a quello che c’è in rosa adesso (lo reputo migliore di Legrottaglie, Mellberg e, soprattutto, di Knezevic). In più, ha già giocato con Chiellini, dunque il rodaggio sarebbe minimo. Inoltre, anche io, come tutti, vorrei un bel centrale massimo 27enne su cui puntare per un lustro, ma non ce ne sono sul mercato. La strategia di Secco&Co a questo punto mi sembra chiara. Ritardare l’acquisto di un centrale di prospettiva al 2010, sperando nella maturazione di qualcuno (tipo Santacroce, Bocchetti o il nostro Ariaudo, chissà) ed investire per adesso altrove, forse su uno dei tanto chiacchierati Diego e Silva. Potrei anche essere d’accordo.
Sono iniziate le grandi manovre sulle panchine. In attesa di capire cosa farà Ancelotti e di conoscere se ci sarà un effetto domino, per adesso sono tutte suggestioni. Spalletti via dalla Roma? Zenga alla Sampdoria? Del Neri all’Udinese? E se Rossi tornasse all’Atalanta? E che ne sarà dei due emergenti Allegri e Giampaolo? Ranieri è davvero sicuro della conferma? Tutti sono desiderosi di cambiare, ma spesso il problema non è in panchina, ma qualche metro davanti, cioè in campo, e il caso Donadoni docet. L’ultimo dei mister che in molti vor
rebbero su una panchina da scudetto è Gasperini (Gasperson per gli ammiratori). Mi permetto di dire la mia personale opinione: il Genoa gioca così perchè lo può fare: non ha pressioni. Si può permettere di perdere, di fare una partita strepitosa contro la Juve ma di farsi battere a domicilio dalla Lazio una settimana dopo. In più, per giocare in un certo modo, devi avere gli uomini per farlo. Tanto per dire, non credo che ci siano allenatori difensivisti. Credo che certi tecnici siano costretti a giocare in certi modi, viste le risorse umane a disposizione. Tutti, potendo, farebbero giocare la loro squadra come l’Olanda di Cruyff, credo. Gasperini ha a disposizione un reparto offensivo con un solo vero centravanti, Milito, ma con diversi giocatori duttili come Sculli, Palladino e Jankovic che possono sacrificarsi sulle fasce, dove da qualche tempo fa giocare Criscito, difensore riadattato. Ha giocatori rapidi ed interscambiabili e può giocare con il 3-4-3. Può farlo. Non potrebbe farlo alla Juve: non avrebbe i giocatori adatti, non potrebbe all’Inter, nemmeno al Milan. A meno di dispendiose campagne acquisti. In fondo, nemmeno a Mourinho è bastato un Mancini in declino e un lezioso Quaresma per proporre il suo 4-3-3 ed infatti gioca come Mancini.
