Il 26 maggio 1999 fu il giorno meno adatto per essere un tifoso del Bayern Monaco. Al Camp Nou i tedeschi si giocavano la Champions League con il Manchester United. due corazzate europee dal nobile lignaggio in una cornice eccezionale. In teoria, una finale perfetta, in pratica, la più incredibile di sempre. E pensare che, fino ai minuti di recupero, era stato un match normalissimo che vedeva i bavaresi in vantaggio. Aveva segnato SuperMario Basler ad inizio partita con un calcio di punizione e Schmeichel, al passo d’addio con i Red Devils, aveva anche evita
to in qualche occasione il raddoppio del Bayern. I tifosi bavaresi già festeggiano sugli spalti, trasformando in Camp Nou in un Oktoberfest in salsa catalana, il vecchio leone Matthaus esce tra gli applausi, per lui una giusta standing ovation. Poi, all’improvviso, il dramma sportivo. Durante un assalto inglese, Sheringham riesce a correggere in porta un tiro sbilenco. E’ l’1-1, che demoralizza gli increduli bavaresi, a cui stava addiritura stretta la vittoria di misura, e galvanizza il Manchester Utd. Manca poco ai supplementari ma gli inglesi continuano ad attaccare con la bava alla bocca, sanno che il Bayern è alle corde. E infatti, su un calcio d’angolo, Solskjaer corregge in rete un colpo di testa di Sheringham. 1-2 e un senso di irrealtà cala sul Camp Nou. Gli inglesi urlano la loro gioia, il silenzio dei tedeschi è assordante. Quella sera, in casa mia, riuscii a star male per loro: da tifoso bianconero avevo già perso due finali di Champions, di cui una contro gli scarti della Serie A del Borussia Dortmund, ma quello era troppo. Il Bayern Monaco era campione d’Europa ed un minuto dopo la coppa era già all’Old Trafford. Il bello del calcio, si potrebbe dire. Provate a dirlo ad un ultrà del Bayern…
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