Paulo Sousa, motore (quasi) immobile

Filed under: Vecchie glorie by: Matteo Innocenti

Valutando una singola stagione, il Paulo Sousa del 1994/95, prima stagione alla Juventus, numero 6 sulle spalle, è stato tra i centrocampisti più forti che ho visto giocare. In quell’annata fu semplicemente perfetto. Nel 4-3-3 del primo Lippi il portoghese era il motore (quasi) immobile attorno a cui girava l’intera squadra. Abile in fase di interdizione, nonostante non fosse un fulmine di guerra, riusciva a recuperare una miriade di palloni e a smistarli sempre in modo impeccabile. Prendeva per mano la squadra, ma non aveva il vizio del gol, al punto che di lui ricordo solo due reti (anche se importanti): la prima a Parma nello scontro diretto del 1994/95 che fu lo spartiacque di quella stagione Paulo Sousa, in pratica un innocuo cross che entrò in rete, e la seconda a Nantes, semifinale di Champions League. Classe 1970, arrivò alla Juventus nel 1994, grazie a Moggi che, almeno così dicono i maligni, lo aveva comprato per la Roma ma che, una volta diventato dirigente bianconero, lo dirottò a Torino. Ad ogni modo fu la sua fortuna, perchè in due anni la Juventus vinse tutto. Se durante la prima stagione fu un protagonista assoluto, nella seconda non rese secondo le aspettative, tanto che a fine anno fece le valigie, destinazione Borussia Dormund, con il quale avrebbe vinto la Champions League l’anno seguente, proprio contro la Juventus. Anche se sulla sua cessione ci sono state voci di gossip (Lippi ne avrebbe, in pratica, preteso l’allontanamento), la scelta fu sostanzialmente giusta, perchè negli anni successivi Paulo Sousa subì diversi infortuni che lo costrinsero a chiudere la carriera anzitempo, carriera in cui fece pure in tempo a giocare nell’Inter, cosa che non gli ho mai perdonato. Comunque sia, nel 1996 il portoghese partì per la Germania. Al suo posto, nel centrocampo della Juventus, sarebbe arrivato un certo Zinedine Zidane.

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One Response to “Paulo Sousa, motore (quasi) immobile”

  1. Alessio Says:

    In quegli anni all’Inter passavano tutti, si sarebbe sentito inferiore se non ci fosse andato anche lui! Ricordo tra l’altro un bruttissimo numero 40 sulle sue spalle… In nazionale formava uno dei reparti più forti di sempre, con Figo, Rui Costa e Sergio Conceicao… Gran giocatore

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