C’è chi piange e c’è chi ride, o riderà. Per la Roma il mancato passaggio ai quarti di Champions significa 7 milioni di euro in meno di introiti, con entrate inferiori al previsto anche dal botteghino e dal merchandising. Non solo, ci sono anche voci su ritardi nel pagamento degli stipendi ed il club deve ancora ripianare il debito con Unicredit. La famiglia Sensi forse vorrebbe vendere, ma non ci sono offerte. La squadra, per competere ad alti livelli, avrebbe bisogno di rinforzi, ma le risorse att
uali non garantiscono nemmeno la permanenza di chi c’è adesso: il Milan punta su Mexes, Aquilani non rinnova, Vucinic nemmeno e il contratto di Totti da 5 milioni è insostenibile. La situazione, in casa giallorossa, non è felice. In continua crescita sono invece i conti in a Torino: la Juventus, riemersa dallo tsunami Calciopoli, ha avuto nel 2008 un fatturato di 168 milioni di euro, rislutando l’undicesima società in Europa. Non solo: uno studio di San Paolo-IMI indica che con l’accesso alla Champions League, i ricavi potrebbero salire dell’16%, con beneficio dell’utile netto che potrebbe passare dai 15 milioni di quest’anno fino a 30. E poi naturalmente c’è il nuovo stadio, al quale dirigenza e tifosi guardano speranzosi, anche se, ora come ora, la media di spettatori all’Olimpico è di circa 22.000. Pochi, troppo pochi. In ogni caso, il futuro, per la vecchia Signora, sembra roseo. Non potrà ancora combattere ad armi pari con Inter, Real Madrid e Manchester United, ma guardandosi indietro c’è solo da essere soddisfatti. Fino al prossimo calciomercato, quando Secco & co. sbaglieranno, con del buon capitale a disposizione, di nuovo metà degli acquisti?
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