Il predicatore Legrottaglie

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Legrottaglie sta davvero delirando. Prima rilascia dichiarazioni scomode sullo Stato di Israele, poi adesso si mette a parlare dell’omosessualità: “Oggi viene vista come una moda, una maniera come tante di essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che, sia maschile che femminile, è peccato. Ma le mie riunioni del lunedì sono aperte anche ai gay“. Questo si può leggere nella sua autobiografia “Ho fatto una promessa“, vendutissima e lettissima, immagino. Il difensore sa di essere una mosca bianca nel lussurioso mondo del calcio: “Sono accusato di essere ‘estremista di fede’ solo perché ho una visione diversa su certi argomenti che oggi sono dati per scontati“, ma difende il suo credo, dicendo la sua su diversi argomenti come aborto, educazione sessuale (”Io credo nell’importanza della castità e del preservare il corpo“), eutanasia, fecondazione artificiale e anche l’omosessualità: “Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che è peccato - si legge nel libro - Da etero e cristiano consiglio ai gay di leggere la Bibbia (e a un gay ebreo cosa consiglierebbe?). E per quelli che vorranno le mie riunioni del lunedì sono aperte. Un gay che oggi ha moglie e figli la dice lunga“. Infine parla anche del passaggio sfumato al Besiktas, due anni orsono: “Dio stava lavorando per me“. Questo anche perchè in Turchia sono musulmani…beh, credo che Dio, ammesso che esista, abbia da pensare a cose più importanti del calciomercato, ma il punto non è questo. Legrottaglie è seriamente fondamentalista, al punto che Povia, in confronto, sembra uno dei Village People. E non soo per la questione “gay nel calcio”, ma in tutto. Dire che una cosa è sbagliata perchè nella Bibbia è scritto così, nel 2009, mi pare davvero eccessivo. D’altra parte, il Papa ha appena detto che contro l’Aids i preservativi non sono la soluzione, cosa ci aspettiamo? Visto che la biografia di Legrottaglie si chiama “Ho fatto una promessa“, vorrei che ne facesse una sul serio: quella di fare il calciatore e non il predicatore.