Niente impresa per la Juve, che esce dalla Champions League dopo aver pareggiato 2-2 in casa contro il Chelsea. Dopo lo splendido 1-0 di Iaquinta la qualificazione sembra possibile: pur non giocando bene e nemmeno con grande verve, a dire il vero, i bianconeri riuscono a pareggiare il bilancio della doppia sfida. Ma, si sa, le coppe europee sono vincolate al fattore-fortuna in maniera importante: a differenza del campionato, dove di solito vince il più forte, o almeno chi si dimostra più continuo, un
singolo episodio ti condanna. E’ il caso della partita di ieri sera: un tiro deviato di Lampard si trasforma in una palombella maligna che colpisce la traversa, a quel punto per Essien diventa un gioco da ragazzi insaccare. 1-1, già una mazzata, figuriamoci se arriva quando il momento dell’intervallo è vicino. Non è un caso che abbia sempre seguito con più passione ed interesse le vicende italiane piuttosto che quelle europee. C’è bisogno di fortuna, essere compatti non basta sempre per andare avanti. Il sorteggio poteva riservare un avversario più morbido, l’arrendevole Sporting Lisbona, ad esempio. Ma tant’è, in ogni caso la Juve ha ancora un tempo per provare a rimediare. Anche Nedved, è vero, ma il Chelsea non pare irresistibile. Invece, nel primo quarto d’ora della seconda frazione, quel quarto d’ora in cui ci deve essere la reazione veemente, il niente. Non ci sono le gambe, forse nemmeno la testa. Chiellini, ingenuo, si fa espellere dopo un fallo a 70 metri dalla propria porta, eppure Del Piero riapre i giochi su rigore. Ma in 10 è dura, durissima, e infatti poco dopo Drogba chiude i conti. 2-2 e Juve a casa. Adesso tocca alle altre…buona fortuna.
