E’ giunta l’ora di intervenire pesantemente sulla questione Mourinho, quella della “prostituzione intellettuale”. Se ieri l’ho elogiato, oggi non ho certo intenzione di rimangiarmi le mie parole. Come umorista lo preferisco a Ranieri, tanto per dire. Credo di preferirlo anche come allenatore e come accentratore. Oggi ho letto, non mi ricordo su che quotidiano, un’osservazione giustissima: Mourinho dice quello che pensa ma non sempre pensa quando dice qualcosa. Vero, verissimo. Perchè puoi pensare che la stampa (e la parte d’Italia non nerazzurra) sia ipercritica nei confronti di ogni errore pro-Inter, che a volte si sia parlato di “crisi” quando ci sono avversari già fuori da ogni competizione, puoi anche
pensare che ci sia qualcuno che va troppo spesso a piangere in televisione, che ci sia un allenatore che un po’ ti invidia, ci può stare tutto. Però dirle così, negando poi l’evidenza, e cioè che l’Inter, quest’anno, è stata favorita in più di un’occasione (e anche recentemente, contro Milan e Roma). Uno sfogo così non si era mai visto, e darà di che parlare ai media per qualche giorno. La cosa sconcertante è che la società stia con il suo tecnico, invece di stigmatizzare le sue parole. Pare addirittura, ultime voci, che le parole di Mourinho siano state concertate con Moratti (uno che quando erano altri tempi ce l’aveva a morte con gli arbitri e che adesso si trincera dietro dei “tanto vincevamo lo stesso”). Forse perchè a Mou, come dice lui, non piace andare a fare le interviste, le fa un po’ controvoglia. Sì, certo. Non so che dire. Sarà che sono juventino, ma stavolta l’Inter ha passato il limite. Oppure, come ha detto Ranieri, indovinando per una volta la battuta, è lo “stile Inter”.
