Ancora un gol di Inzaghi in Europa mercoledì sera contro il Werder Brema. Esattamente un gol dei suoi: colpo di testa sporco, rimpallo favorevole, ciabattata in porta. Questo mi offre l’occasione per ribadire, o di dire se non l’ho mai confessato prima (almeno su questo blog), che a me Inzaghi non piace. Non l’ho mai tollerato nemmeno quando vestiva la maglia della mia Juventus. L’ha fatto per quattro anni, dal 1997 al 2001, quando in una torrida estate, almeno per quanto riguarda il calciomercato, prese la via di Milano e del Milan in p
articolare. 18-13-15-11, queste le reti che realizzò nei quattro campionati in bianconero. Cifre buone, ma non eccezionali, se mi è consentito dirlo. Non si contano poi i gol clamorosamente sbagliati e poi, anche l’occhio vuole la sua parte. Inzaghi in campo è semplicemente inguardabile, non è capace di stoppare un pallone, nè di correre palla al piede. Non parliamo di tirare da fuori area. Lo so, non sono le sue caratteristiche, ma da un attaccante vorrei anche altro. Lo so, il territorio “inzaghiano” è quella fetta di campo che va dal dischetto alla linea di porta, quella in cui non ti puoi distrarre un attimo. Non che pretenda di avere nell’attacco della mia squadra un Van Basten, l’eleganza fatta centravanti. Poi, come ho detto, Inzaghi ha medie gol discrete ma non eccezionali: già Trezeguet, il suo (più che degno) erede, ha segnato di più in proporzione ed in ogni modo. Io sono tra quelli che non si stupiscono se Pirlo fa un lancio perfetto di 40 metri, sono tra quelli che non capiscono come Gattuso non sappia farne uno di 10. Tanto per dire. Poi, oh, l’importante è buttarla dentro.
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