Calcio e spiritualità

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

 Emmanuel Adebayor ha rivelato di essere un miracolato. Il togolese dell’Arsenal ha confessato che fino all’età di quattro anni non poteva camminare. La madre disperata, dopo aver tentato di farlo curare inutilmente, si è rivolta alla fede: proprio mentre pregava in chiesa il piccolo Emmanuel ha sentito dei bimbi giocare fuori a pallone. E lì, come Lazzaro, si è alzato e ha camminato. Anzi, ha corso addirittura…”La mia mamma mi ha portato in Nigeria, Lagos, in Ghana e in tutta l’Africa, per farmi curare ma non è accaduto nulla”, “E ‘arrivata a una fase in cui l’unica speranza era la fede. E allora mi ha portato in una chiesa dove il prete le ha detto che avrebbe dovuto pregare per me una settimana. Al settimo giorno, mentre lei pregava ormai senza più speranza io ho visto dei ragazzini giocare a pallone fuori. A un certo punto la palla è entrata in chiesa. A quel punto io mi sono alzato e ho iniziato a correre verso il pallone. A quel punto i fedeli le hanno detto ‘Tuo figlio cammina grazie al calcio. Ha il calcio nel sangue. Lo so, sembra incredibile, ma è vero”. Storia toccante, ma che personalmente fa sorridere. Insomma, dopo Kakà che riceve direttamente da Dio il consiglio di dire no ai soldi dell’emiro (forse perchè musulmano? Chissà…), la fede entra ancora nel calcio. Altro che veline, Hollywood e strisce di coca. Qua c’è la spiritualità.