Il campionato è vivo, più vivo che mai. Al giro di boa l’Inter, che cade fragorosamente a Bergamo, conserva solo tre punti di vantaggio sulla Juventus e dietro, staccato di si lunghezze, si fa nuovamente minaccioso anche il Milan. Partiamo dai nerazzurri. Evidentemente il lavoro svolto nel ritiro invernale è stato pesante, forse programmato verso la sfida contro il Manchester United. Forse è così, forse le avversarie hanno iniziato a capire l’Inter e il
suo allenatore, Mourinho. Scesa in campo molle, senza idee e senza gamba, ha subito tre reti nella prima mezz’ora senza vedere palla, come se i nerazzurri di Milano fossero uno sparring partner e quelli di Bergamo Cassius Clay. Mourinho è ancora in testa, ma se ci vuole rimanere dovrà inventarsi qualcosa di nuovo, cercando, magari, di dare una precisa identità alla sua squadra. Giornata tutto sommato positiva per la Juventus che riesce a rosicchiare un altro punto ai diretti rivali pareggiando nel posticipo serale con la Lazio in trasferta. Gara vivace, a tratti spettacolare. Un tempo a testa, il primo ai laziali, il secondo ai bianconeri: risultato giusto e, vista l’emergenza in difesa, un punto d’oro per gli uomini di Ranieri. Si avvicina all’Inter anche il Milan, che sabato sera ha battuto la Fiorentina da trasferta con un gioiello di Pato nella partita dell’addio (chissà) di Kakà. Commozione, lacrime, uno stadio tutto per il brasiliano numero 22. Il campionato è vivo, è bello, ma senza di lui, senza dubbio, sarebbe più povero (a differenza del Milan).
