“Calciatori gay? In quarant’anni di carriera non ne ho mai visti, non credo ce ne siano“. Ecco come ha fatto Marcello Lippi a sollevare un polverone, anche se poco dopo ha aggiunto che, se si trovasse in squadra un calciatore omosessuale, direbbe a questo ragazzo di vivere a pieno la sua realtà, mantenendosi sempre ligio sul lavoro e facendo quello che vuole nella vita privata. Subito, nemmeno a dirlo, la replica indignata di Franco Grillini, presidente di Gaynet ed ex parlamentare, che si dice contento del fatto che Lippi non ostacolerebbe la carriera di un calciatore gay. Tuttavia non manca di bacchettarlo: ” Duole dire che Lippi stesso abbia gli occhi foderati di prosciutto quando afferma con una sicurezza francamente fuori luogo che nel calcio italiano non ci sono omosessuali e che in 40 anni non ne ha mai visti. Possiamo assicurare Lippi che gli omosessuali nel calcio ci sono, come in tutti i settori della vita sociale, civile ed economica del paese“. Opinione condivisibile e verosimile, d’altra parte una volta avevo letto che la popolazi
one gay (omosessuale e lesbica) equivale al 5% del totale. Quindi, considerando le rose allargate di oggi, ce ne dovrebbe essere più o meno uno per squadra, in media. Ora, senza considerare il fatto che è più probabile trovarne tra gli stilisti, i coreografi e i parrucchieri che tra i calciatori, ad esempio, Lippi potrebbe anche non averne davvero allenati mai uno. Perché non credo che un gay nello spogliatoio si metta a fare scherzi con le saponette ed abbia scarpette con pailettes, ad esempio. Grillini ha aggiunto: “Lippi dovrebbe chiedersi perché sono costretti a nascondersi, a fingere di avere finte fidanzate, ad avere una doppia vita, come si è visto molto bene nella trasmissione Victory di Paolo Colombo su La7″. Sì, Lippi potrebbe anche chiederselo, ma non credo sia colpa sua. Credo che invece di dire che non ci sono gay nel calcio poteva dire che pensava ce ne fossero, ma che non se n’era mai accorto. Così da evitare inutili polemiche. Strana l’Italia. Prima non si poteva dire che c’erano calciatori gay, adesso non si può dire che non ci sono. Ma, soprattutto, nelle interviste non si può più dire niente, nemmeno quello che si pensa, giusto o sbagliato che sia, e non mi riferisco solamente a questa vicenda.
