Che Valencia, quel Valencia, quello che per due volte si issò fino alla finale di Champions League, mancando però in entrambi i casi la vittoria. Per gli spagnoli si sarebbe trattato del primo trionfo nella più importante competizione europea, tuttavia non si può certo parlare di sorpresa o di miracolo-Valencia quando ci si riferisce a quegli anni. Intanto, la società calcistica è espressione di una città di dimensioni importanti, ed ha un palma
res che, in Spagna, la pone dietro ai due giganti Real Madrid e Barcelona, ma a braccetto con Atletico Madrid, Athletic Bilbao e Siviglia. Inoltre, il Valencia arrivò in finale con Cuper, ma negli anni precendenti era stato forgiato dalle mani di Ranieri, bravo nella fase della progettualità, ma che storicamente se ne va quando ci sarebbe da raccogliere. Se si guardano poi le rose del biennio 1999-2001, si trovano grandi giocatori. Che però, e qua risiede la stranezza, appena se ne sono andati da Valencia, hanno fallito. Mi vengono in mente il tanto pubblicizzato Gerard, uno dei tanti al Barcelona, gli sbiaditi Kily Gonzalez e Farinos interisti, il pagliaccio triste Aimar e soprattutto Mendieta, strapagato dalla Lazio, che mai ne ricevette in cambio una prestazione decente. L’unico a salvarsi fu Claudio Lopez. A Valencia rimasero il più a lungo possibile (ed alcuni sono ancora là) Canizares, Ayala, Carboni, Angloma, Baraja, Albelda, Vicente e Angulo. Insomma, come se in quel periodo a Valencia ci fosse un’alchimia che svaniva appena i giocatori cambiavano aria. E Cuper era il druido che conservava il segreto di questa alchimia che, appunto, portò a due finali di Champions. Nella prima, gli dei del calcio erano in debito con il Bayer Monaco per la finale del 1999 e non ci fu niente da fare, nella seconda l’Europa assistette al primo scrontro fratricida della storia. Ma il fratello era troppo grande e il Real Madrid spense i sogni del Valencia, affibbiando a Cuper l’etichetta di eterno secondo, a cui peraltro continuò a tener fede. A consolare parzialmente i tifosi del Mestalla negli anni a venire ci avrebbe pensato Benitez, con due scudetti e una Coppa Uefa.
Tags: aimar, albelda, alchimia, benitez, Champions League, cuper, farinos, innocenti, kily, matteo, mendieta, Ranieri, spagna, valencia
