Il racconto di Pessotto

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Dopo più di due anni Gianluca Pessotto ha raccontato il suo dramma a La Storia siamo noi su Raidue. L’attuale team manager della Juventus ha descritto nei dettagli il periodo difficile che stava attraversando: “Era un incubo continuo. In ogni persona vedevo il Diavolo o la Madonna: Mi sentivo perseguitato“. A far precipitare la stabilità emotiva dell’ex difensore bianconero erano stati il recente addio al calcio ma soprattutto gli eventi di Calciopoli: “Mi identificavo troppo nel Gianluca calciatore tutto quello che facevo era dovuto al fatto che mi consideravo tale. Nel momento in cui sono venuti a mancare questi requisiti, è venuta meno anche la fiducia in me stesso“. Ha poi aggiunto: “Tutto ciò che avevo fatto in campo veniva azzerato, dimenticato. E’ come ricevere un cazzotto e non capire da dove è arrivato“. La paranoia raggiunse livelli impensabili: “Un anotte, tornando a casa, comprai una bottiglia d’acqua e mi sembrava che le monete di resto fossero come impolverate e cosparse di sostanze stupefacenti per incastrarmi. Immaginavo che ci fosse ad aspettarmi la Guardia di Finanza e che, da un’auto che mi seguiva, due persone con le fattezze vaghe dei miei suoceri, mi dicessero ‘Vedrai che brutta fine’“. Insomma, tutto il suo mondo gli era crollato addosso, ed arrivò a tentare, come tutti sappiamo, il suicidio. Pessotto non è l’unico sportivo che si è raccontato di recente. Lo ha fatto Buffon con un’autobiografia, in cui ha ricordato il periodo in cui soffriva di depressione. Lui, il miglior portiere del mondo, ricco ed ammirato da chiunque. Lo stesso male ha colpito Adriano, unito a problemi di alcolismo. Nel passato hanno avuto dipendenze da alcol giocatori come Adams e Best, che ci ha rimesso la vita. E pensiamo a Gascoigne, caduto in un pozzo di cui non si riesce a vedere il fondo…perché se è vero che tutti gli eroi sono giovani e belli, certi problemi possono toccare a chiunque. Un lato umano, anche se brutto, del calcio.