Lo striptease di Mirko Vucinic sotto la curva sud dopo il gol del 3 a 2 di domenica non è stato sanzionato con alcun provvedimento. Il giudice sportivo, Gianpaolo Tosel, ha preso atto del referto dell’arbitro Trefoloni, che parla solo di generica condotta non regolamentare del montenegrino, senza aggravanti. Insomma, nonostante Vucinic si sia tolto non solo la maglietta, ma anche i pantaloncini per esultare dopo il gol, nel referto di Trefoloni si parla di semplice condotta non regolamentare. Quindi niente ammonizione p
er l’attaccante. Oltretutto, sotto la maglietta che si è tolto ne aveva un’altra, per cui formalmente non è rimasto senza divisa addosso. Intanto vorrei ricordare che, per quanto sia un’idea scaltra, non è nuova, visto che la fece già Vlaovic quando giocava a Padova. E poi dovrebbero cambiare il regolamento. C’è chi dice che non c’è motivo di togliersi la maglia dopo un gol. Vero, ma non mi pare questo gran problema, e non mi sembra una cosa da ammonizione nemmeno esultare in maniera prolungata sotto la curva dei tifosi in festa. Sono altre le situazioni da sanzionare. I simulatori e chi protesta, per esempio. Gli arbitri non possono tollerare che un giocatore rimanga con la maglietta della salute ma sono capaci di farsi mandare a quel paese per delle partite intere senza punire nessuno. Dovrebbero essere ammoniti i giocatori che si buttano a terra su un contropiede avversario per poi rialzarsi come Lazzaro al fischio del direttore di gara. Dovrebbe essere ammonito chi chiede di buttare la palla fuori e poi impreca contro chi non lo fa, quando invece starebbe all’arbitro la decisione di interrompere il gioco. Ma punire le esultanze, questo no. In fondo, è il momento che tutti aspettano quando vanno allo stadio.
