Dopo le anticipazioni dei tabloid inglesi, adesso è ufficiale: Cristiano Ronaldo è il nuovo Pallone d’Oro. Succede al milanista Kakà ed è il terzo portoghese dopo Eusebio e Figo a ricevere l’ambito premio. Dando un’occhiata ai voti ricevuti, ci si accorge di come la scelta sia stata plebiscitaria: 446 punti contro i 281 del secondo classificato, Lionel Messi. Sul gradino più basso del podio Fernando Torres: per el Nino 179 punti. Personalmente avrei invertito il secondo posto con il terzo, ma la graduatoria è comunque condivisibile. In Italia certa stampa a un certo punto ha “pompato” la candidatura di Ibrahimovic, esaltata da un tacco al Bologna e da due siluri al Palermo, Moratti è arrivato anche a chiedere una spinta da parte della Federazione. Risultato? 9° posto con 30 punti. Perchè se il valore dello svedese non si discute, per aggiudicarsi il Pallone d’Oro servono anche le vittorie internazionali e l’ultima Inter di Mancini a primavera si è afflosciata come al solito contro il Liverpool. Non potendo chiedere molto alla Svezia, Ibrahimovic poteva contare “solamente” su uno scudetto condito da un buon numero di reti. Troppo poco. Si sono piazzati davan
ti a lui, infatti, diversi spagnoli reduci da un Europeo trionfale: Torres, Casillas, Xavi, Villa e il nuovo che avanza Arshavin, vincitore della Coppa Uefa e rivelazione dell’Europeo (e c’è anche Kakà, chissà perchè). Cristiano Ronaldo viene da una stagione monstre. Giocando da ala ha impallinato i portieri come un bomber di razza, segnando, tra le varie competizioni, 42 reti in 48 incontri. Unico neo, l’errore dal dischetto nella finale di Champions League: se Terry non fosse scivolato chissà se il portoghese avrebbe vinto questo premio. Fatto sta che Cristiano Ronaldo, a 23 anni, ha il mondo (del pallone) ai suoi piedi, e c’è da scommettere che questo riconoscimento non rimarrà l’unico, perchè come giocatore è eccezionale. Ha la tecnica di un 10 classico, ma il fisico di un centravanti e la corsa di un’ala, in più gioca in una delle squadre più prestigiose del pianeta, il Manchester Utd sotto la guida dell’allenatore più vincente di sempre, Ferguson, che gli consegnò la maglia più “pesante”, la 7, ad appena 18 anni. Può solo migliorare, se possibile. Succede a Kakà, di cui rappresenta l’opposto: se il brasiliano conduce vita monastica, del portoghese sono celebri anche gli eccessi e le numerose amanti. Ma il Pallone d’Oro non si vince portando a letto più donne, sennò anche Cassano avrebbe detto al sua. Chi lo vuole deve ottenere risultati sul campo, possibilmente sulla ribalta europea o mondiale. Nel 2009 non ci saranno competizioni per squadre nazionali (tranne l’inutile Confederations Cup), quindi i giurati si baseranno più che altro sulla Champions League. Messi, Ibrahimovic, Torres e tutti gli altri stanno già sgomitando.
