Il volo dell’Uomo Ragno

Filed under: Pallonate, Vecchie glorie by: Matteo Innocenti

Io non me lo sono goduto il vero Zenga, quello che per tre anni di fila (1989-1990-1991) fu il miglior portiere del mondo. Ma che fosse soprannominato L’Uomo Ragno l’ho sempre saputo. Aveva fisico, talento e, come tutti i portieri, un briciolo di pazzia. portiere di livello mondiale, vinse meno di quello che avrebbe meritato. Difese la porta dell’Inter dei record, conquistò anche due Coppe Uefa, ma il primo ricordo che ho di lui risale a una notte non tanto magica in cui sbagliò l’uscita alta permettendo a Caniggia di segnare di nuca. Quando iniziai a capire qualcosa di calcio la sua carriera era già in fase calante: gli ultimi anni in nerazzurro, il biennio alla Sampdoria, Padova e poi l’esperienza americana nei New England Revolutions. Quando comincia ad allenare ha alle spalle una dimenticabilissima esperienza come postino in tv. Parte dal Brera, dove rimane pochi mesi prima di emigrare di nuovo, stavolta nella meno esotica Romania, dove trova gloria ed una nuova bellissima compagna. National Bucarest e poi lo scudetto con lo Steaua. Nel 2005 va in Serbia e bissa con la Stella Rossa di Belgrado. Nell’estate del 2006 sorprende tutti prendendo le redini del Gaziantepspor, squadra da metà classifica turca, ma a metà anni molla tutto e vola negli Emirati Arabi, attratto dai petroldollari dell’Al-Ain. Il 2007 lo riporta in Romania, stavolta alla Dinamo Bucarest, ma dura poco. Vuole l’Italia ma intanto fa la seconda voce per le partite della Nazionale, poi arriva la Serie A, con un Catania in affanno che lotta per salvarsi. Missione compiuta e riconferma per il 2008/09, in cui sta facendo benissimo alla guida degli etnei, nonostante il punto nelle ultime due partite. Zenga era arrivato in Italia con due scudetti vinti ma con la fama di uno troppo guascone per essere un allenatore credibile. E invece, con molti capelli in meno e qualche chilo in più, L’Uomo Ragno sta dimostrando che nel grande calcio, da allenatore, ci può stare davvero.

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