“Ci sono calciatori che si fanno la Ferrari, lo yacht. Io mi sono comprato la maglietta del Livorno per un miliardo” è questa la celebre frase presente nella copertina di fondo del libro Tenetevi il miliardo (Baldini Castoldi Dalai, 2004), sicuramente un caso letterario. Biografia di Cristiano Lucarelli, il libro è scritto dal giornalista ma soprattutto procuratore del calciatore, Carlo Pallavicino. Ripercorre la carriera di Lucarelli, ma raggiunge il climax raccontando la strepitosa stagione in cui ha riportato in serie A il Livorno dopo 55 anni. Nel 2003, infatti, Lucarelli realizza il sogno della sua vita calcistica: giocare nella
squadra della sua città, di cui è da sempre tifoso. L’estate del 2004 dà lo spunto per la frase che dà il titolo a questa biografia. Non era affatto scontato che Lucarelli disputasse la stagione 2004-2005 con la maglia del Livorno: il suo cartellino infatti era in comproprietà tra gli amaranto toscani e il Torino, che erano pronti ad offrire 4 miliardi di lire alla squadra ed uno al giocatore per assicurarsi i suoi servigi. Ma Lucarelli, fortemente attaccato ai suoi tifosi e ai colori della sua città, rifiutò piccatamente l’offerta del Torino, accettando di dimezzarsi lo stipendio (di mezzo milione di euro, un miliardo circa di vecchie lire, appunto) pur di rimanere a Livorno. Il libro racconta la vita di Lucarelli, dalle prime partite viste dallo curva da ragazzino ai primi calci al pallone nel cortile di casa insieme al fratello Alessandro, dalle giovanili, al Cuoiopelli, passando da Lecce, Atalanta, Valencia, Torino, per arrivare a una scelta di vita come quella di Livorno, dove, all’epoca in serie B, facendo parlare familiari, amici, ultras, colleghi, e dipingendo un personaggio schietto, forse discutibile ma che potrebbe essere d’esempio, non tanto per la qualità del gioco, quanto per il cuore e per l’attaccamento alla squadra della sua città. In questo libro, tuttavia, non c’è solo il calcio. Nei vari capitoli è descritta anche la città di Livorno, i suoi luoghi comuni, le abitudini dei livornesi e fatti vari che hanno interessato sia la squadra che l’intera città. Poco importa che Cristiano se ne sia poi andato prima a giocare in Ucraina (per provare l’emozione di giocare la Champions League ma anche per poter creare posti di lavoro a Livorno, così disse) e poi al Parma, che adesso sta cercando di riportare in serie A. Questa rimane la storia di un grande amore. La prefazione è del regista Paolo Virzì, livornese doc anch’egli, per un volume, che, curiosità, divenne addirittura testo scolastico in un Liceo Scientifico di Livorno.
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