“Beckham vuole allenarsi e giocare con il Milan, verrà 4 mesi in prestito“. La frase, detta dall’amministratore delegato rossonero Galliani, 5 anni fa avrebbe fatto tutto un altro effetto. Shevchenko – Ronaldinho – Kakà – Beckham – Seedorf – Inzaghi, il meglio che il mercato potesse offrire nel 2003. Invece siamo nel 2008 e lo Spice Boy è solamente, ormai, il più mediatico dei giocatori in circolazione. L’affare è, soprattutto, una questione di immagine e questo non è un mistero: lo sponsor tecnico del Milan, l’Adidas, ha tra i suoi principali testimonial proprio Beckham, che a 33 anni, dopo una gloriosa carriera nel Manchester Utd e nel Real Madrid, e dopo una non esaltante esperienza statunitense nei Los Angeles Galaxy, giocherà la seconda parte della stagione 2008/09 nel Milan. L’arrivo di Beckham, dunque, porterà spons
or, attenzione internazionale e, di conseguenza, soldi. Un dettaglio, quest’ultimo, che in via Turati non si trascura minimamente: “Il calcio di oggi - precisa Galliani - non è soltanto tecnica e tattica. E’ anche stadi pieni, audience e sponsor. Nessuno può vantare i 65mila spettatori che abbiamo avuto noi domenica. Gli stadi si riempiono solo con le star mondiali e Beckham ha chiesto ospitalità al Milan e non a un altro club”. Insomma, l’ad rossonero ha candidamente dichiarato che il Milan ospiterà Beckham per qualche mese, ma più che altro per ragioni economiche e di immagine. Galliani ha chiesto ed ottenuto un prestito gratuito di 4 mesi, fino a fine aprile, quando ripartirà il campionato statunitense. Tuttavia l’ad dichiara di credere anche dal punto di vista tecnico nell’inglese: “Con Ronaldinho, Kakà e Beckham anche per pochi mesi potrebbe essere un Milan stellare. La nostra squadra è ultracompetitiva e resterà così com’è, ma lui è qualcosa di diverso e di intrigante. Il Milan non fa la raccolta delle figurine, il Milan è invece molto orgoglioso della politica che sta facendo. Siamo l’unico club in controtendenza: la gente va allo stadio a vedere il Milan“. Ancelotti si è subito dimostrato entusiasta nei confronti di questa novità, proprio lui che già deve far fronte ad una sovrabbondanza di punte e mezze punte che storicamente non gradisce (rifiutò Baggio al Parma e costrinse Zola ad emigrare in Inghilterra) L’affare Beckham ricorda molto da vicino l’arrivo di Ronaldo e, prima ancora di Rivaldo, due ex grandissimi giocatori, che però sul campo non hanno lasciato il segno. Andatelo a dire al cassiere di San Siro…
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